Biocombustibile con la canapa light: dalle biomasse al biodiesel

Utilizzo della Cannabis light è anche come biocombustibile. Con la cellulosa (scarti della pianta), come con le biomasse, è possibile ricreare l’etanolo. Mentre con il suo olio è possibile ricreare biodiesel utile per alimentare i mezzi a motore

Biocombustibile con la canapa light: dalle biomasse al biodiesel

Cellulosa di Cannabis legale come nuovo combustore. È il recente utilizzo scoperto sulla Canapa che, tramite miscele, è in grado di alimentare motori di aerei, navi, automobili e non solo. Dalle ultime scoperte, studi e sperimentazione si è dimostrato come tramite scarti agricoli, rifiuti organici non fossili e piante si può avviare l’accensione di un macchinario provvisto di motore e il suo mantenimento tramite la combustione. Tali scarti sono definite biomasse, e tra questi rientrano anche gli scarti di Canapa. La parte secca dell’erba legale, infatti, la legnina e foglie, possono fungere da buon combustibile per lo scopo poiché la pianta ha un ottimo rendimento di combustione.

Il metodo attraverso cui si può alimentare i mezzi a motore con biocombustibile è il processo di pirolisi, che consiste nel lasciar fermentare i succhi e gli oli ottenuti delle piante togliendo l’ossigeno. Tramite l’accensione, si riesce a produrre l’etanolo (e il metanolo), il “vero” combustibile prodotto da prodotti vegetali.

Biodiesel dai semi di Canapa legale
Mentre con questo biocarburante si possono alimentare i motori di molteplici mezzi di locomozione che hanno consumi ben più elevati e richiedono prestazioni di altissimo livello, tramite un processo di trans-esterificazione dell’olio vegetale di Cannabis legale, si può ottenere un biodiesel. La trasformazione dell’erba legale avviene tramite alcol etilico e metilico riuscendo ad ottenere una miscela simile ad un olio in grado di alimentare grandi gruppi elettrogeni, centrali termo-elettriche o termiche, oltre che mezzi di locomozione a lungo consumo come navi o aerei.

L’utilizzo di combustibili a base di marijuana light, può essere un grande passo avanti anche a livello ambientale. Innanzitutto riduce le emissioni di ossido e biossido di carbonio. Il biodiesel non contiene idrocarburi aromatici, quindi non ha in sé il tipico odore di benzene. In aggiunta, dal diesel fatto dalla cannabis legale non viene emesso diossido di zolfo, che risulta praticamente assente.

Tra i suoi vantaggi, il biodiesel è considerato anche uno tra i carburanti più sicuri durante il trasporto, poiché ha un grado di infiammabilità 3 volte più basso del diesel comune, derivato dal petrolio. Sebbene quest’ultimo vantaggio dipenda soprattutto dal combustibile totale: infatti, il biodiesel, può essere anche utilizzato assieme ad un mix di diesel normale per rendere il proprio mezzo meno inquinante e più sicuro.

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